Fromista - Calzadilla de la Cueza partenza ore 6.15 arrivo ore 18.15 totale km 37
Annunciazione, Annunciazione: siamo arrivati a meta' del cammino: 435 km percorsi e altrettanti da fare.
Ci riteniamo davvero soddisfatti. Per noi e' un'impresa che fino ad un mese fa' non credevamo di poter compiere. Oggi, ci e' costato sicuramente vestire i panni degli sclerotici. Siamo partiti tra i primissimi. E cos¡, mentre la maggior parte prendeva la colazione all'ostello gli sposi pellegrini si sono ben imbabuccati e sono partiti per arrivare a Poblacion de Campos e concedersi un rifocillante grande tazza di caffe' e latte. Il freddo anche oggi si e' fatto sentire fino al pomeriggio con temperature sotto i 10 gradi anche se il vento che per due giorni ha soffiato forte in senso contrario si e' molto acquietato. Siamo comunque a piu' di 800 metri.
Siamo sicuramente dei pellegrini un po' anomali. Mentre molti partono la mattina e senza quasi fermarsi giungono alle 13 o 14 in ostello e si fermano, noi prendiamo un passo piu' rilassato con tante soste e fatta la pausa pranzo proseguiamo per godere del cammino anche nel pomeriggio. Mentre la maggior parte cede alle tentazioni delle offerte degli ostelli con colazioni e cene pre-confezionate noi decidiamo una strada altenativa. Se c'e' il menu del pellegrino noi preferiamo il nostro cibo comprato negli alimentari o un altra proposta di menu' libero. Anche oggi a pranzo ci siamo concessi un pranzo al ristorante con menu' a la carte. Ci e' servito anche per riscaldarci e prendere qualcosa di caldo. Il ristorante avrebbe potutto offrire qualcosa di caratteristico ma la difficolta' della lingua ci ha fatto ripiegare purtroppo su piatti non proprio felici (soprattutto Roberto che confuso ha ordinato una pasta con il ragu').
Oggi abbiamo praticamente unito quasi due delle tappe indicate nella guida di Terre di Mezzo, arrivando a Carrion de los Condes per attaccarla con il tratto fino a Calzadilla de la Cueza di 17 km. Un tratto rettilineo senza praticamente il niente. Una strada continua di terra battuta con ogni tanto qualche fila di alberi in mezzo alla campagna e nessuna casa o servizio ad interrompere questa monotonia. Normalmente la si evita di fare nel pomeriggio perche' il caldo stroncherebbe chiunque; invece, unendoci ai piu' temerari siamo riusciti a farla anche se soffrendo un po'. La temperautra bassa ha sicuramente agevolato il tragitto: Quando arriva il caldo pomeridiano credo che diventi impraticabile per molti.
La meta di ieri di 35 km e quella di oggi di 37 km bisogna dire che non e' stata fatta con un solo intento sclerotico masochista, ma per corregere e reinterpretare le tappe della nostra guida. Venerd¡ e' il giorno in cui raggiungeremo Leon. Ci tocca arrivare perche' dobbiamo andare alla posta per ritirare il pacco spedito da Logroño e rispedirlo questa volta fino a Santiago di Compostela. La guida quel giorno da una tappa molto impegnativa di 37 km con tanti paesi da attraversare. Ci e' sembrato meglio anticipare un po' la strada anche per ritrovarci del tempo da spendere per visitare la citta' di Leon che ha detta di molti merita una particolare attenzione. E cos' domani svestiamo i panni dei pellegrini mattinieri e corridori e ci "limitiamo" ai 25 km che servono per raggiungere Sahagun.
Eravamo al Villalcazar de Sirga seduti sulle scale della solita chiesa trovata chiusa ( un vero peccato attraversare paesi con chiese che dall'esterno sembrano spettacolari e non poter entrare) per scaricare un po' lo zaino quando ci siamo intrattenuti con una guida di pellegrini della via francigena in Italia: Renzo 72 splendidi anni e con due occhi molto vivaci. Conosceva il cammino di Francesco e Angela e soprattutto un grande estimatore della confraternita di Perugia. Infatti,
Renzo insieme a due amiche il giorno prima si e' fermato all'ermita di San Nicolas poco prima di Itero de la Vega. Rispetto a loro ieri non abbiamo ceduto al caloroso invito di Lillo e Aldo i due hospitaleri italiani (palermo e macerata) di fermarci per la notte l¡. Ci siamo cos¡ persi la particolare ospitalita' nell'ermita senza luce elettrica dove ogni sera viene fatta la "lavanda" dei piedi dei pellegrini e viene offerta la cena preparata dall'altra ospitalera di palermo, maria, la moglie di Lillo. Che mix: hospitaleri di palermo, ermita della stessa confraternita' che ci ha mandato le credenziali e un trattamento unico forse in tutto il cammino.
Ma quando i pellegrini stabiliscono una meta e' anche giusto rispettare l'intento che ci si e' dati. Se le leggi del cammino restano valide, siamo sicuri di incontrare queste spleide persone.
Il cammino francese verso Santiago
UTREYA! SUSEYA!
martedì 9 giugno 2009
lunedì 8 giugno 2009
14- Fromista
Hontanas - Fromista partenza ore 6.30 arrivo ore 18.15 km 35
I vostri sposi pellegrini hanno raggiunto un nuovo record: 35 km rispettando pure il programma che si erano dati della giornata. Purtroppo, si stanno pure trasformando anche loro in due pellegrini sclerotici. Sveglia alle 5.30 e fuori a colazionare velocemente gia' alle 6.10.
Era praticamente buio e pioveva pure, ma con il poncho e ben coperti hanno affrontato la giornata.
Anche oggi un vento fortissimo tutto in senso contrario e la temperatura e' rimasta intorno ai 13 gradi o forse meno.
I vostri sposi pellegrini hanno raggiunto un nuovo record: 35 km rispettando pure il programma che si erano dati della giornata. Purtroppo, si stanno pure trasformando anche loro in due pellegrini sclerotici. Sveglia alle 5.30 e fuori a colazionare velocemente gia' alle 6.10.
Era praticamente buio e pioveva pure, ma con il poncho e ben coperti hanno affrontato la giornata.
Anche oggi un vento fortissimo tutto in senso contrario e la temperatura e' rimasta intorno ai 13 gradi o forse meno.
13 - Hontanas
Burgos - Hontanas partenza ore 9.30 arrivo ore 18.30 km 29
E' la tappa di ieri, ma siamo arrivati ad Hontanas tardi e a quanto pare la connessione ad internet non funzionava; ma ad Hotanas molte cose ci sono sembrate chiuse o un po' abbondonate, anche se c'e' da dire che un paese come questo e come tanti incontrati sopravvivono grazia al Cammino.
Ma procediamo con ordine.
Ieri siamo usciti alle 8.30 dalla nostra Pension La Peña contenti e felici per l'ora di tutto rispetto fatta. Un'altra ora e' passata per cercare un bar aperto. Anche se eravamo a Burgos prima delle 9 niente sembra che aprisse. Stranamente quando stavamo per uscire dalla citta' ecco trovare una pasticceria, un bar e diverse panederias aprire. Sara' stata una fortuna o forse la fame, ma i croissant e le tortine di mele mangiate ci hanno entusiasmato al punto da farci superare lo scoramento di essere partiti troppo tardi.
La tappa e' risultata moto impegnativa anche per il freddo che soprattutto nella prima parte della giornata abbiamo incontrato. Attraversato un parco, siamo giunti alla citta' universitaria. A parte la facolta' di diritto le altre strutture sono tutte nuove ed in costruzione. Ieri erano anche aperte perche' sede di seggio elettorale. Come all'arrivo, cos¡i' in uscita la citta' di Burgos non da sicuramente il meglio, ma siamo rimasti molto contenti della visita. La sera anche se non volevamo fare i discotecari, siamo riusciti a mala pena a rientrare dopo cena (ore 23.30) alla pensione. Sicuramente meriterebbe un'altra visita.
Diciamo che quando al bar per la colazione abbiamo incontrato due amici pellegrini francesi (ricordano due personaggi de La dolce vita), il racconto della loro nottata ci ha confermati l'idea di aver fatto una buona scelta andando nella Pensione. Infatti, sono rimasti chiusi fuori l'ostello dei pellegrini per essere arrivati poco dopo le 22. A niente e' valso bussare o andare alla polizia per cercare di ammorbidire gli inflessibili hospitalero. Hanno vagato tutta la notte fino alle 5 in cerca di un posto dove dormire rifugiandosi pure nei bagni di un hotel e strappare una mezz'ora di sonno.
Ieri e' stata la tappa delle Mesetas e lo sara' ancora fino ad arrivare a Leon. Jose' a Tosantos ce ne ha lungamente parlato: " ti sembra di arrivare o di vedere un paese ed invece non arrivi mai, sembra che tu abbia le allucinazioni". In effetti l'arrivo a Hontanas ci e' sembrato interminabile. i cartelli davano delle distanze che via via si riducevano, ma noi non vedevamo il paese. Solo quando eravamo a meno di 500 metri eccolo apparire incastrato tra le mesetas.
Cosa sono le Mesetas? Lunghi e ampi altopiani coperti solo di estesissimi campi coltivati a frumento, legumi e altri mangimi per gli animali, interrotti da sali scendi di qualche decina di metri che creano delle brevi vallate. Nessun albero (solo qualcuno che appare come un oasi), nessun fiume, nessuna casa, nessuna fonte d'acqua, solo la strada dritta di fronte che sembra non temrianre mai. E intanto ti domandi: ma come faranno a innaffiare ? quanti mezzi saranno impiegati per raccoglierla? e chi ci lavorera, visto che non si incontra mai nessuno a parte qualche raro pastore?, ecc. ecc.
La cena pellegrina ad Hontans ha finalmente soddisfatto i palati dei due sposi pellegrini e fatto archiviare la triste cena della sera prima a Burgos. Se la guida (la vecchia Lonely Planet che non verra' mai piu' comprata) aveva suggerito bene la pensione e la pausa caffe' per la cena il fare riferimento al ristorante come un'istituzione di Burgos, ci ha fortemente ingannato.
E' la tappa di ieri, ma siamo arrivati ad Hontanas tardi e a quanto pare la connessione ad internet non funzionava; ma ad Hotanas molte cose ci sono sembrate chiuse o un po' abbondonate, anche se c'e' da dire che un paese come questo e come tanti incontrati sopravvivono grazia al Cammino.
Ma procediamo con ordine.
Ieri siamo usciti alle 8.30 dalla nostra Pension La Peña contenti e felici per l'ora di tutto rispetto fatta. Un'altra ora e' passata per cercare un bar aperto. Anche se eravamo a Burgos prima delle 9 niente sembra che aprisse. Stranamente quando stavamo per uscire dalla citta' ecco trovare una pasticceria, un bar e diverse panederias aprire. Sara' stata una fortuna o forse la fame, ma i croissant e le tortine di mele mangiate ci hanno entusiasmato al punto da farci superare lo scoramento di essere partiti troppo tardi.
La tappa e' risultata moto impegnativa anche per il freddo che soprattutto nella prima parte della giornata abbiamo incontrato. Attraversato un parco, siamo giunti alla citta' universitaria. A parte la facolta' di diritto le altre strutture sono tutte nuove ed in costruzione. Ieri erano anche aperte perche' sede di seggio elettorale. Come all'arrivo, cos¡i' in uscita la citta' di Burgos non da sicuramente il meglio, ma siamo rimasti molto contenti della visita. La sera anche se non volevamo fare i discotecari, siamo riusciti a mala pena a rientrare dopo cena (ore 23.30) alla pensione. Sicuramente meriterebbe un'altra visita.
Diciamo che quando al bar per la colazione abbiamo incontrato due amici pellegrini francesi (ricordano due personaggi de La dolce vita), il racconto della loro nottata ci ha confermati l'idea di aver fatto una buona scelta andando nella Pensione. Infatti, sono rimasti chiusi fuori l'ostello dei pellegrini per essere arrivati poco dopo le 22. A niente e' valso bussare o andare alla polizia per cercare di ammorbidire gli inflessibili hospitalero. Hanno vagato tutta la notte fino alle 5 in cerca di un posto dove dormire rifugiandosi pure nei bagni di un hotel e strappare una mezz'ora di sonno.
Ieri e' stata la tappa delle Mesetas e lo sara' ancora fino ad arrivare a Leon. Jose' a Tosantos ce ne ha lungamente parlato: " ti sembra di arrivare o di vedere un paese ed invece non arrivi mai, sembra che tu abbia le allucinazioni". In effetti l'arrivo a Hontanas ci e' sembrato interminabile. i cartelli davano delle distanze che via via si riducevano, ma noi non vedevamo il paese. Solo quando eravamo a meno di 500 metri eccolo apparire incastrato tra le mesetas.
Cosa sono le Mesetas? Lunghi e ampi altopiani coperti solo di estesissimi campi coltivati a frumento, legumi e altri mangimi per gli animali, interrotti da sali scendi di qualche decina di metri che creano delle brevi vallate. Nessun albero (solo qualcuno che appare come un oasi), nessun fiume, nessuna casa, nessuna fonte d'acqua, solo la strada dritta di fronte che sembra non temrianre mai. E intanto ti domandi: ma come faranno a innaffiare ? quanti mezzi saranno impiegati per raccoglierla? e chi ci lavorera, visto che non si incontra mai nessuno a parte qualche raro pastore?, ecc. ecc.
La cena pellegrina ad Hontans ha finalmente soddisfatto i palati dei due sposi pellegrini e fatto archiviare la triste cena della sera prima a Burgos. Se la guida (la vecchia Lonely Planet che non verra' mai piu' comprata) aveva suggerito bene la pensione e la pausa caffe' per la cena il fare riferimento al ristorante come un'istituzione di Burgos, ci ha fortemente ingannato.
sabato 6 giugno 2009
12 - Burgos
Atapuerca - Burgos km 20 circa partenza ore 6.30 arrivo 12
Tappa record in tutti i sensi:
- per i km, pochi ma si devono aggiungere poi quelli spesi per andare in giro per la citta' (almeno altri 3).
- per l'orario di partenza. Ad Atapuerca, ci siamo fermati in un ostello privato e anche se la camera era di solo 6 posti letto, abbiamo trovato gli sclerotici pure la'; gente partita gia' per le 5 - 5.30 A quel punto meglio alzarsi e guadagnare tempo per Burgos.
- per il freddo. Come ieri anche oggi abbiamo incontrato tanto freddo. Ci ha ricordato il clima del primo giorno quando abbiamo attraversato il confine tra la Francia e la Spagna, ma oggi e' sembrato anche piu' fastidioso. Il termometro una volta entrati a Burgos intorno alle ore 11, segnava 11 gradi, ma metteteci l'ora della partenza, il fatto che stavamo ad un altitudine maggiore e che tirava un forte vento. Sicuramente qualche grado in meno c'era di sicuro.
- per l'orario di arrivo. E ci siamo pure fermati un po' in una chiesa nella periferia per recitare le lodi. Sicuramente non siamo stati tra i primi, ma e' stato bello sentire di avere tanto tempo da spendere per visitare la citta' con la minaccia della pioggia e un sole che ogni tanto filtrava attraverso un cielo tinteggiato tra l'azzurro, il bianco e il grigio chiero e scuro. A prnazo abbiamo mangiato pecaditos , paninetti ripieni di salumi, carni, peperoni, salse, ecc, ecc (8 roberto 4 michela); una delizia come i tapas o pinchos. E poi in giro tra chiese e monumenti. Oggi sembra sia stata la giornata dei matrimoni, ne abbiamo visti davvero tanti.
Qui a Burgos l'ostello dei pellegrini offre ogni tipo di optional: grandi sale, internet, grandi depositi per le bici ecc, ecc. Pero' gli sposi pellegrini hanno mantenuto la loro promessa, nonostante queste forti attrattive: concedersi almeno una notte alla settimana una camera doppia...
Servendoci della guida extra siamo arrivati in una pensione proprio al centro; ottima qualita/prezzo e noi contenti di poter fare gli orari che piu' ci aggradano. Naturalemente i pellegrini sono presenti pure la' (che ridere sentire arrivare nella camera accanto una coppia di uomini tedeschi con cui abbiamo diviso la stanza gia' due volte durante il cammino), ma speriamo che si concedano pure loro una pausa dallo sclero. Speriamo domani di uscire per le 8 di mattina, o forse anche prima che va comunque bene. Ci aspettano 29 km.
Tappa record in tutti i sensi:
- per i km, pochi ma si devono aggiungere poi quelli spesi per andare in giro per la citta' (almeno altri 3).
- per l'orario di partenza. Ad Atapuerca, ci siamo fermati in un ostello privato e anche se la camera era di solo 6 posti letto, abbiamo trovato gli sclerotici pure la'; gente partita gia' per le 5 - 5.30 A quel punto meglio alzarsi e guadagnare tempo per Burgos.
- per il freddo. Come ieri anche oggi abbiamo incontrato tanto freddo. Ci ha ricordato il clima del primo giorno quando abbiamo attraversato il confine tra la Francia e la Spagna, ma oggi e' sembrato anche piu' fastidioso. Il termometro una volta entrati a Burgos intorno alle ore 11, segnava 11 gradi, ma metteteci l'ora della partenza, il fatto che stavamo ad un altitudine maggiore e che tirava un forte vento. Sicuramente qualche grado in meno c'era di sicuro.
- per l'orario di arrivo. E ci siamo pure fermati un po' in una chiesa nella periferia per recitare le lodi. Sicuramente non siamo stati tra i primi, ma e' stato bello sentire di avere tanto tempo da spendere per visitare la citta' con la minaccia della pioggia e un sole che ogni tanto filtrava attraverso un cielo tinteggiato tra l'azzurro, il bianco e il grigio chiero e scuro. A prnazo abbiamo mangiato pecaditos , paninetti ripieni di salumi, carni, peperoni, salse, ecc, ecc (8 roberto 4 michela); una delizia come i tapas o pinchos. E poi in giro tra chiese e monumenti. Oggi sembra sia stata la giornata dei matrimoni, ne abbiamo visti davvero tanti.
Qui a Burgos l'ostello dei pellegrini offre ogni tipo di optional: grandi sale, internet, grandi depositi per le bici ecc, ecc. Pero' gli sposi pellegrini hanno mantenuto la loro promessa, nonostante queste forti attrattive: concedersi almeno una notte alla settimana una camera doppia...
Servendoci della guida extra siamo arrivati in una pensione proprio al centro; ottima qualita/prezzo e noi contenti di poter fare gli orari che piu' ci aggradano. Naturalemente i pellegrini sono presenti pure la' (che ridere sentire arrivare nella camera accanto una coppia di uomini tedeschi con cui abbiamo diviso la stanza gia' due volte durante il cammino), ma speriamo che si concedano pure loro una pausa dallo sclero. Speriamo domani di uscire per le 8 di mattina, o forse anche prima che va comunque bene. Ci aspettano 29 km.
venerdì 5 giugno 2009
11 - Atapuerca
Tosantos - Atapuerca 26 km partenza 9 arrivo 17.30
Siamo vicini a Burgos. Ci separa una salita e poi una lunga strada asfaltata con attraversamento della periferia industriale di circa 21 km.
Questa sera dormiamo in un ostello privato. Quindi a letto obbligatoriamente alle 22 e alzata per le 6. Avremmo voluto arrivare piu' vicini a Burgos, ma considerando la tendinite che ha fatto un po' zoppicare Roberto possiamo ritenerci molto soddisfatti di essere qui. Abbiamo salito il monte Otas che in passato era temuto dai pellegrini per l'assalto da parte dei lupi e dei ladri e poi siamo lentamente scesi da un lungo altipiano coperto di pini; un nuovo affascinante paesaggio (speriamo presto di allegare qualche foto).
In cammino oggi e' ritornato spesso in mente Jose' e i suoi discorsi.
"Il cammino e' un misto di sorpresa e di casualita'. Non e' un cammino fisico, ma un cammino mentale, per stare con se' ma anche con gli altri. Molti partono come pellegrini e si scoprono turisti, mentre altri partono da turisti e si scoprono pellegrini."
Siamo vicini a Burgos. Ci separa una salita e poi una lunga strada asfaltata con attraversamento della periferia industriale di circa 21 km.
Questa sera dormiamo in un ostello privato. Quindi a letto obbligatoriamente alle 22 e alzata per le 6. Avremmo voluto arrivare piu' vicini a Burgos, ma considerando la tendinite che ha fatto un po' zoppicare Roberto possiamo ritenerci molto soddisfatti di essere qui. Abbiamo salito il monte Otas che in passato era temuto dai pellegrini per l'assalto da parte dei lupi e dei ladri e poi siamo lentamente scesi da un lungo altipiano coperto di pini; un nuovo affascinante paesaggio (speriamo presto di allegare qualche foto).
In cammino oggi e' ritornato spesso in mente Jose' e i suoi discorsi.
"Il cammino e' un misto di sorpresa e di casualita'. Non e' un cammino fisico, ma un cammino mentale, per stare con se' ma anche con gli altri. Molti partono come pellegrini e si scoprono turisti, mentre altri partono da turisti e si scoprono pellegrini."
10 - Tosantos
Grañon - Tosantos km 21 partenza ore 7.30 arrivo 15.30
Si alla fine siamo riusciti a fermarci a Grañon. Siamo arrivati praticamente dopo le 21 e quando siamo saliti nella torre del campanile della Chiesa dove e' strutturato l'ostello per i pellegrini, tutti ci hanno guardato come se fossimo scesi da Marte, stupiti dell'orario di arrivo. Invece, la serata (quella rimasta) ci ha sorpresi molto e ci ha rivelato un nuovo aspetto del cammino.
Tutti i pellegrini si stavano alzando da tavola per dirigersi frettolosamente dentro i loro sacchi a pelo, mentre i due hospitaleri ci hanno accolto con un sorriso che fino ad adesso non conoscevamo e ci hanno offerto di servirci di quanto disponevano in cucina. Abbiamo cenato anche con i nostri formaggi che avevamo con noi nello zaino e finalmente gli hospitaleri si sono intrattenuti in qualche chiacchiera. Abbiamo cosi' conosciuto Bruno e Teresa. Lui sessantenne di Treviso con alle spalle 3 cammini ed in previsione un quarto da provare in inverno e a detta sua "drogato del cammino di Santiago"; Lei una giovane della Repubblica Ceca, con un fare ormai spagnolo.
E' stato per noi il primo Ostello parrocchiale e crediamo che non sara' l'ultimo. Finalmente la possiiblita' di essere accolti sempre in qualsiasi orario, di sentirsi a casa e respirare uno spirito pellegrino.
Per qualcun (come effettivamente e' capitato di sentire proprio ieri) il cucinare insieme, il dividere un pavimento con dei semplici e sottili materassini e come a Grañon, farsi una doccia con l'acqua fredda protrebbe non risultare così' entusiasmante.
Per noi, a parte la doccia che preferiamo comunque calda, il condividere la cena e non solo sembra portarci in un clima piu' intimo e di apertura al dialogo.
E' stata forse la giornata piu' bella anche perche' ci siamo concessi una piacevole visita a Santo Domingo de la Calzada (la chiesa forse tra le piu' belle ) con il fuori programma della mostra dentro il chiostro su Peccato Penitenza e Perdono.
E che meraviglia poi camminare nelle ultime ore di luce quando si stempera il caldo.
Siamo ancora al giorno del 3 giugno.
Della tappa del 4 da Grañon fino a Tosantos dobbiamo dire che il giorno e' stato caratterizzato da una giornata grigia e afosa e un percorso molto monotono: strade dritte tra campi di cereali. Con un auricolare condiviso abbiamo camminato per quasi tutta la mattina in compagnia di Agricatus, Samuele Bersani, ecc, ecc.
Beh, c'e' stata la conoscenza di Elisa di Almeria e la grande scoperta di Andrejovic, un ragazzo di Mosca di madre rumena e padre russo di diciasette anni, in cammino dalla sua citta' dal 3 febbraio con oltre 5.800 km sulle esili e ricurve spalle. Un'emozione indescrivibile percorrere con lui che cercava tanta compagnia il tratto da Belorado fino a Tosantos.
Forse avremmo pure proseguito il cammino di qualche km ( Andrej si e' dispiaciuto tanto di salutarci), ma e' stato meglio cosi' visto il sopraggiungere (inaspettatamente considerato la brevita' e facilita' della tappa) di un'infiammazione al tendine sinistro della gamba di Roberto.
Arrivo presto e possibilita' di farsi il bucato. Per Roberto il primo, non perche' da 10 giorni e passa non si lavasse gli indumenti, ma perche' abbiamo avuto sempre a disposizione la lavatrice.
E' che incontro qui a Tosantos nell'albergo dedicato a San Francesco d'Assisi, gestito con tanta cura da Jose' e e Daniel.
Jose' un filosofo del cammino di Santiago (con all'attivo 15 cammini! con arrivi fino a Roma) ci ha intrattenuti mentre cucinava ( cucinavamo insieme con gli altri 4 pellegrini) la Tortilla con scambi di episodi della vita di Francesco e riflessioni sul senso del cammino e l'evoluzione del cammino negli ultimi 30 anni.
Forse è vero che il cammino cura come dice Josè, è vero che percorrendo tanti chilometri soli con se stessi sapendo di poter fare solo un passo dopo l’altro può risultare duro da sopportare per quasi 1 mese. E’ incredibile però vedere quanta strada si può fare un passo dopo l’altro. E forse è anche nella vita è così che dovrebbe essere: un passo dopo l’altro, avendo un’idea chiara o almeno cercando di averla , sulla direzione che si sta seguendo. Un passo dopo l’altro, un piccolo grande segreto; un passo, un respiro. Banale? non tanto..
Un passo dopo l’altro verso una direzione
Si alla fine siamo riusciti a fermarci a Grañon. Siamo arrivati praticamente dopo le 21 e quando siamo saliti nella torre del campanile della Chiesa dove e' strutturato l'ostello per i pellegrini, tutti ci hanno guardato come se fossimo scesi da Marte, stupiti dell'orario di arrivo. Invece, la serata (quella rimasta) ci ha sorpresi molto e ci ha rivelato un nuovo aspetto del cammino.
Tutti i pellegrini si stavano alzando da tavola per dirigersi frettolosamente dentro i loro sacchi a pelo, mentre i due hospitaleri ci hanno accolto con un sorriso che fino ad adesso non conoscevamo e ci hanno offerto di servirci di quanto disponevano in cucina. Abbiamo cenato anche con i nostri formaggi che avevamo con noi nello zaino e finalmente gli hospitaleri si sono intrattenuti in qualche chiacchiera. Abbiamo cosi' conosciuto Bruno e Teresa. Lui sessantenne di Treviso con alle spalle 3 cammini ed in previsione un quarto da provare in inverno e a detta sua "drogato del cammino di Santiago"; Lei una giovane della Repubblica Ceca, con un fare ormai spagnolo.
E' stato per noi il primo Ostello parrocchiale e crediamo che non sara' l'ultimo. Finalmente la possiiblita' di essere accolti sempre in qualsiasi orario, di sentirsi a casa e respirare uno spirito pellegrino.
Per qualcun (come effettivamente e' capitato di sentire proprio ieri) il cucinare insieme, il dividere un pavimento con dei semplici e sottili materassini e come a Grañon, farsi una doccia con l'acqua fredda protrebbe non risultare così' entusiasmante.
Per noi, a parte la doccia che preferiamo comunque calda, il condividere la cena e non solo sembra portarci in un clima piu' intimo e di apertura al dialogo.
E' stata forse la giornata piu' bella anche perche' ci siamo concessi una piacevole visita a Santo Domingo de la Calzada (la chiesa forse tra le piu' belle ) con il fuori programma della mostra dentro il chiostro su Peccato Penitenza e Perdono.
E che meraviglia poi camminare nelle ultime ore di luce quando si stempera il caldo.
Siamo ancora al giorno del 3 giugno.
Della tappa del 4 da Grañon fino a Tosantos dobbiamo dire che il giorno e' stato caratterizzato da una giornata grigia e afosa e un percorso molto monotono: strade dritte tra campi di cereali. Con un auricolare condiviso abbiamo camminato per quasi tutta la mattina in compagnia di Agricatus, Samuele Bersani, ecc, ecc.
Beh, c'e' stata la conoscenza di Elisa di Almeria e la grande scoperta di Andrejovic, un ragazzo di Mosca di madre rumena e padre russo di diciasette anni, in cammino dalla sua citta' dal 3 febbraio con oltre 5.800 km sulle esili e ricurve spalle. Un'emozione indescrivibile percorrere con lui che cercava tanta compagnia il tratto da Belorado fino a Tosantos.
Forse avremmo pure proseguito il cammino di qualche km ( Andrej si e' dispiaciuto tanto di salutarci), ma e' stato meglio cosi' visto il sopraggiungere (inaspettatamente considerato la brevita' e facilita' della tappa) di un'infiammazione al tendine sinistro della gamba di Roberto.
Arrivo presto e possibilita' di farsi il bucato. Per Roberto il primo, non perche' da 10 giorni e passa non si lavasse gli indumenti, ma perche' abbiamo avuto sempre a disposizione la lavatrice.
E' che incontro qui a Tosantos nell'albergo dedicato a San Francesco d'Assisi, gestito con tanta cura da Jose' e e Daniel.
Jose' un filosofo del cammino di Santiago (con all'attivo 15 cammini! con arrivi fino a Roma) ci ha intrattenuti mentre cucinava ( cucinavamo insieme con gli altri 4 pellegrini) la Tortilla con scambi di episodi della vita di Francesco e riflessioni sul senso del cammino e l'evoluzione del cammino negli ultimi 30 anni.
Forse è vero che il cammino cura come dice Josè, è vero che percorrendo tanti chilometri soli con se stessi sapendo di poter fare solo un passo dopo l’altro può risultare duro da sopportare per quasi 1 mese. E’ incredibile però vedere quanta strada si può fare un passo dopo l’altro. E forse è anche nella vita è così che dovrebbe essere: un passo dopo l’altro, avendo un’idea chiara o almeno cercando di averla , sulla direzione che si sta seguendo. Un passo dopo l’altro, un piccolo grande segreto; un passo, un respiro. Banale? non tanto..
Un passo dopo l’altro verso una direzione
mercoledì 3 giugno 2009
Riflesssioni in cammino
Trovarsi.. o smarrririsi, con se', con gli amici incontrati.
Strade lunghe, dritte, assolate e campi , fiori, e cieli blu che si coprono di foschia.
Chilometri in piu' o in meno, chi con un passo chi con un altro, arrivare dopo, ma vedere gli altri arrivare ancora dopo.
... ...
Strade lunghe, dritte, assolate e campi , fiori, e cieli blu che si coprono di foschia.
Chilometri in piu' o in meno, chi con un passo chi con un altro, arrivare dopo, ma vedere gli altri arrivare ancora dopo.
... ...
Le beatitudini del pellegrino
1. Beato sei, Pellegrino, se scopri che il cammino ti apre gli occhi a quello che non si vede.
2. Beato sei, Pellegrino, se quello che ti preoccupa non e' arrivare, ma arrivare con gli altri.
3. Beato sei, Pellegrino, quando contempli il cammino e lo scopri pieno di nomi e di albe.
4. Beato sei , Pellegrino, perche' hai scoperto che l'autentico cammino inizia quando finisce.
5. Beato sei, Pellegrino, quando il tuo zaino si svuota di cose e il tuo cuore non sa dove mettere le tante emozioni.
6. Beato sei, Pellegrino, se scopri che un passo indietro per aiutare gli altri vale di piu' che cento in avanti senza guardare chi sta al tuo fianco.
7. Beato sei, Pellegrino, quando ti mancano le parole per ringraziare di tutto quello che ti meraviglia in ogni svolta del cammino.
8. Beato sei, Pellegrino, se cerchi la verita' e fai del tuo cammino una vita e della tua vita un cammino in cerca di chi e' il Cammino, la Verita' e la Vita.
9. Beato sei, Pellegrino, se nel cammino ti incotnri con te stesso e ti regali un tempo senza fretta per non dimenticare le immagini che ti suggerisce il tuo cuore.
10. Beato sei, Pellegrino, se scopri che il cammino e' fatto di silenzio, e il silenzio della preghiera, la preghiera dell'incontro con il PAdre che ti aspetta.
2. Beato sei, Pellegrino, se quello che ti preoccupa non e' arrivare, ma arrivare con gli altri.
3. Beato sei, Pellegrino, quando contempli il cammino e lo scopri pieno di nomi e di albe.
4. Beato sei , Pellegrino, perche' hai scoperto che l'autentico cammino inizia quando finisce.
5. Beato sei, Pellegrino, quando il tuo zaino si svuota di cose e il tuo cuore non sa dove mettere le tante emozioni.
6. Beato sei, Pellegrino, se scopri che un passo indietro per aiutare gli altri vale di piu' che cento in avanti senza guardare chi sta al tuo fianco.
7. Beato sei, Pellegrino, quando ti mancano le parole per ringraziare di tutto quello che ti meraviglia in ogni svolta del cammino.
8. Beato sei, Pellegrino, se cerchi la verita' e fai del tuo cammino una vita e della tua vita un cammino in cerca di chi e' il Cammino, la Verita' e la Vita.
9. Beato sei, Pellegrino, se nel cammino ti incotnri con te stesso e ti regali un tempo senza fretta per non dimenticare le immagini che ti suggerisce il tuo cuore.
10. Beato sei, Pellegrino, se scopri che il cammino e' fatto di silenzio, e il silenzio della preghiera, la preghiera dell'incontro con il PAdre che ti aspetta.
9 - Grañon
Najera- Grañon (?) partenza ore 7.30 arrivo (?) km 29
Cari amici camminatori, vi scriviamo quando siamo ancora in cammino: ecco spiegati i punti interrogativi. In questo momento siamo all'albergo dei pellegrini di Santo Domingo de la Calzada, a circa 7 km dalla nostra forse meta finale.
Siamo arrivati qui intorno alle 14, mangiato un abbondante pasto e poi volendo visitare la chiesa e il museo abbiamo deciso di aspettare la sua apertura pomeridiana delle 17.
Qui il pellegrino viaggia con orari differenti rispetto a quelli spagnoli e cos¡ quando il pellegrino cammina tutti i negozi e i servizi funzionano mentre quando il pellegrino si ferma tutto e' chiuso per la siesta della mattina (niente apre prima delle 10) o del pomeriggio (apertura dalle 17 alle 19).
In questi giorni a troppe chiese e monumenti purtroppo abbiamo dovuto rinunciare; per dirne due c'`quella di Torres del Rio quella di San Sepolcro e ieri a Najera quella di Santa Maria del Real.
Qui a Santo Domingo si festeggia in modo molto sentito l'anno giubilare (scoperta che abbiamo fatto quando stavamo gia' in cammino) e tra l'altro festeggiano anche i 900 anni dalla fondazione della citta' ad opera del Santo che ha pellegrinato fino a Santiago. Il paese e' famoso anche per la leggenda dei due polli. Dentro l'abside della cattedrale dovrebbe esserci una gabbia con due polli a ricordare la leggenda che vide protagonista un magistrato del posto che non volendo credere al miracolo operato dal santo nei confronti di tre pellegrini tedeschi (padre, madre e figlio) , vide il proprio pollo arrosto nel piatto riprendere vita.
Sarebbe bello fermarsi in questo ostello, pulitissimo ed efficientissimo, ma la nostra speranza e' di trovare posto presso la chiesa di Grañon, dove il parrocco da' ospitalita' a tutti i pellegrini, condividendo i pasti e la preghiera.
Dovremmo arrivarci per le 20 o forse prima. Staranno tutti mangiando i nostri pellegrini sclerotici, ma speriamo di condividere comunque il momento.
Cari amici camminatori, vi scriviamo quando siamo ancora in cammino: ecco spiegati i punti interrogativi. In questo momento siamo all'albergo dei pellegrini di Santo Domingo de la Calzada, a circa 7 km dalla nostra forse meta finale.
Siamo arrivati qui intorno alle 14, mangiato un abbondante pasto e poi volendo visitare la chiesa e il museo abbiamo deciso di aspettare la sua apertura pomeridiana delle 17.
Qui il pellegrino viaggia con orari differenti rispetto a quelli spagnoli e cos¡ quando il pellegrino cammina tutti i negozi e i servizi funzionano mentre quando il pellegrino si ferma tutto e' chiuso per la siesta della mattina (niente apre prima delle 10) o del pomeriggio (apertura dalle 17 alle 19).
In questi giorni a troppe chiese e monumenti purtroppo abbiamo dovuto rinunciare; per dirne due c'`quella di Torres del Rio quella di San Sepolcro e ieri a Najera quella di Santa Maria del Real.
Qui a Santo Domingo si festeggia in modo molto sentito l'anno giubilare (scoperta che abbiamo fatto quando stavamo gia' in cammino) e tra l'altro festeggiano anche i 900 anni dalla fondazione della citta' ad opera del Santo che ha pellegrinato fino a Santiago. Il paese e' famoso anche per la leggenda dei due polli. Dentro l'abside della cattedrale dovrebbe esserci una gabbia con due polli a ricordare la leggenda che vide protagonista un magistrato del posto che non volendo credere al miracolo operato dal santo nei confronti di tre pellegrini tedeschi (padre, madre e figlio) , vide il proprio pollo arrosto nel piatto riprendere vita.
Sarebbe bello fermarsi in questo ostello, pulitissimo ed efficientissimo, ma la nostra speranza e' di trovare posto presso la chiesa di Grañon, dove il parrocco da' ospitalita' a tutti i pellegrini, condividendo i pasti e la preghiera.
Dovremmo arrivarci per le 20 o forse prima. Staranno tutti mangiando i nostri pellegrini sclerotici, ma speriamo di condividere comunque il momento.
martedì 2 giugno 2009
8 - Najera
Logrono - Najera 29 km partenza ore 7.30 arrivo 16.45
Si parlava di regole. Qui nell'albergo dei pellegrini di Najera c'e' quella di non alzarsi prima delle 6. Chissa' se verra' rispettata. I pellegrini sembrano anticipare sempre di piu' la loro partenza. Se prima erano le 6, oggi alle 4 molti erano gia' in piedi e alle 5 c'era la coda in cucina e in bagno. D'accordo che ognuno abbia i suoi orari (per quanto possibile visto che alle 22 c'e' il coprifuoco in tutti gli auberge dei perregrinos) e possa camminare con il proprio passo. Ma quando alle 4 ti viene tolto il sonno, arrivi in albergo e trovi l'acqua fredda, allora ci scappa pure il commento nei confronti dei pellegrini un po' avanti negli anni: sclerotici.
La sensazione quando riesci a camminare a fianco, o vicino ai pellegrini mattinieri e marciatori e che non abbiano altro tempo, energia, attenzione che verso il luogo in cui devono arrivare. Hai la sensazione di disturbare se tenti di intraprendere un discorso, e i loro sguardi sono presi solo dal loro passo. Partono alle 5 se non prima e arrivano a destinazione dopo 29 km alle 12.30.
Noi abbiamo altri ritmi e altri orari e ci piacciono, finche' non disturbano qualcuno. Tra l'altro ce'e' da dire che se tentiamo una piccola devizione per una curiosita' o il desiderio di stare per conto nsotro, veniamo subito ripresi.
Si parlava di regole. Qui nell'albergo dei pellegrini di Najera c'e' quella di non alzarsi prima delle 6. Chissa' se verra' rispettata. I pellegrini sembrano anticipare sempre di piu' la loro partenza. Se prima erano le 6, oggi alle 4 molti erano gia' in piedi e alle 5 c'era la coda in cucina e in bagno. D'accordo che ognuno abbia i suoi orari (per quanto possibile visto che alle 22 c'e' il coprifuoco in tutti gli auberge dei perregrinos) e possa camminare con il proprio passo. Ma quando alle 4 ti viene tolto il sonno, arrivi in albergo e trovi l'acqua fredda, allora ci scappa pure il commento nei confronti dei pellegrini un po' avanti negli anni: sclerotici.
La sensazione quando riesci a camminare a fianco, o vicino ai pellegrini mattinieri e marciatori e che non abbiano altro tempo, energia, attenzione che verso il luogo in cui devono arrivare. Hai la sensazione di disturbare se tenti di intraprendere un discorso, e i loro sguardi sono presi solo dal loro passo. Partono alle 5 se non prima e arrivano a destinazione dopo 29 km alle 12.30.
Noi abbiamo altri ritmi e altri orari e ci piacciono, finche' non disturbano qualcuno. Tra l'altro ce'e' da dire che se tentiamo una piccola devizione per una curiosita' o il desiderio di stare per conto nsotro, veniamo subito ripresi.
7 - Logrono
Torres del Rio - Logrono 22km partenza ore 8.15 arrivo ore 15.15
Siamo indietro di un giorno nell'agggiornamento del blog. Oggi cerchiamo di recuperare riferendo anche della tappa di ieri.
Purtroppo ieri non abbiamo avuto la possibilita' di usare il computer; nel pomeriggio e' stato sempre occupato e la sera un hospitalero ha proibito il suo utilizzo dopo le 22. Eravamo occupati una piacevole conversazione con una ragazza australiana di origini croate e l'hospitalero ad un certo punto ha interdetto lo spazio della cucina, cos¡ come il giardino esterno, la sala dei computer, fatto rietrare le persone che stavano al fresco a fumare e spedito tutti a letto. Comprensibile che ci siano delle regole, ma i modi non sono stati proprio teneri e cos¡ Roberto ha ribattuto soprattutto quando l'hospitalero stava per lasciare dei pellegrini fuori l'albergo e ha minacciato di chiamare la polizia.
L'arrivo presto a Logrono ha permesso di visitare la citta' e soprattutto spedire con il corriere dei pellegrini un po' di roba, di peso. Ci siamo alleggeriti di quasi 5,5kg tra indumenti, libri, e stuoie.
Poca roba ma di giorno in giorno sentirsi la schiena meno carica fa' piacere.
Siamo indietro di un giorno nell'agggiornamento del blog. Oggi cerchiamo di recuperare riferendo anche della tappa di ieri.
Purtroppo ieri non abbiamo avuto la possibilita' di usare il computer; nel pomeriggio e' stato sempre occupato e la sera un hospitalero ha proibito il suo utilizzo dopo le 22. Eravamo occupati una piacevole conversazione con una ragazza australiana di origini croate e l'hospitalero ad un certo punto ha interdetto lo spazio della cucina, cos¡ come il giardino esterno, la sala dei computer, fatto rietrare le persone che stavano al fresco a fumare e spedito tutti a letto. Comprensibile che ci siano delle regole, ma i modi non sono stati proprio teneri e cos¡ Roberto ha ribattuto soprattutto quando l'hospitalero stava per lasciare dei pellegrini fuori l'albergo e ha minacciato di chiamare la polizia.
L'arrivo presto a Logrono ha permesso di visitare la citta' e soprattutto spedire con il corriere dei pellegrini un po' di roba, di peso. Ci siamo alleggeriti di quasi 5,5kg tra indumenti, libri, e stuoie.
Poca roba ma di giorno in giorno sentirsi la schiena meno carica fa' piacere.
domenica 31 maggio 2009
6 - Torres del Rio
Irache- Torres del Rio(passando per Los Arcos) partenza 9.45 (era domenica no? arrivo 18.45
Oggi, poche note. Il tempo del collegamento si e' ridotto perche' abbiamo dovuto aiutare una pellegrina francese per mandare un'email. Era nuova all'uso di internet e cos¡ un breve messaggio tipo telegramma ha richiesto pero' buona parte del collegamento, passando anche da un computer all'altro perche' nel frattempo quello si e' bloccato due volte.
Se c'e' la possibilita' dopo la cena torniamo a collegarci. Sempre che non disturbiamo qualcuno visto che siamo arrivati tardi in questo paese e non abbiamo trovato posto nelle camerate, cos¡ a noi e' toccata la terrazza, mentre altri si stanno sistemando nei vari spazi lasciati liberi tra zaini e scarpe. Quindi anche nella sala internet, che qui e' anche nella sala cucina, penso che quando torniamo dal ristorante (sempre se ce n'e' uno ed e' aperto) troveremo doverse persone per terra (anzi qualcuno si sta gia' sdraiando).
Oggi, una tappa molto pianeggiante, in mezzo a campi di grano, ulivi e viti, con un piacevole vento a mitigare il tragitto.
Molti dei pellegrini che abbiamo fino ad adesso conosciuto si sono fermati a Los Arcos, ma noi visto che siamo partiti piu' tardi e avevamo meno strada sulle spalle e i piedi, abbiamo proseguito. Chissa' che ci siamo persi. c'era una bella atmosfera e la festa con i tori.
oggi, tappa individuale, cioe' ognuno con il proprio passo. Roberto piu' da maratoneta inseguendo due francesi che viaggiavano con 7km/h e Michela piu' meditativa concedendosi pure la messa lungo il tragitto.
A proposito di tappa individuale..
Auguri di Michela e Fabio: non è necessario andare sempre alla stessa velocità ma piuttosto è importante seguire la stessa direzione; non fermarsi mai di fronte alle difficoltà
Oggi, poche note. Il tempo del collegamento si e' ridotto perche' abbiamo dovuto aiutare una pellegrina francese per mandare un'email. Era nuova all'uso di internet e cos¡ un breve messaggio tipo telegramma ha richiesto pero' buona parte del collegamento, passando anche da un computer all'altro perche' nel frattempo quello si e' bloccato due volte.
Se c'e' la possibilita' dopo la cena torniamo a collegarci. Sempre che non disturbiamo qualcuno visto che siamo arrivati tardi in questo paese e non abbiamo trovato posto nelle camerate, cos¡ a noi e' toccata la terrazza, mentre altri si stanno sistemando nei vari spazi lasciati liberi tra zaini e scarpe. Quindi anche nella sala internet, che qui e' anche nella sala cucina, penso che quando torniamo dal ristorante (sempre se ce n'e' uno ed e' aperto) troveremo doverse persone per terra (anzi qualcuno si sta gia' sdraiando).
Oggi, una tappa molto pianeggiante, in mezzo a campi di grano, ulivi e viti, con un piacevole vento a mitigare il tragitto.
Molti dei pellegrini che abbiamo fino ad adesso conosciuto si sono fermati a Los Arcos, ma noi visto che siamo partiti piu' tardi e avevamo meno strada sulle spalle e i piedi, abbiamo proseguito. Chissa' che ci siamo persi. c'era una bella atmosfera e la festa con i tori.
oggi, tappa individuale, cioe' ognuno con il proprio passo. Roberto piu' da maratoneta inseguendo due francesi che viaggiavano con 7km/h e Michela piu' meditativa concedendosi pure la messa lungo il tragitto.
A proposito di tappa individuale..
Auguri di Michela e Fabio: non è necessario andare sempre alla stessa velocità ma piuttosto è importante seguire la stessa direzione; non fermarsi mai di fronte alle difficoltà
sabato 30 maggio 2009
5 - Irache Ayegui
Partenza ore 8.30 -arrivo 18.30 km 27
Avevamo da smaltire gli avanzi della cena e cos¡ la colazione stamani è' durata piu' del previsto perche' oltre allo yougurt, le fette biscottate con la marmellata,e via dicendo, avevamo da "cunsare" i panini per il pranzo con il formaggio e i pimentos (peperoni) rimasti.
Oggi, abbiamo seguito un percorso controcorrente rispetto al gruppo dei pellegrini e a quanto indicato nella guida di Terre di Mezzo. A proposito, per chi dovesse partire consigliamo una guida spagnola o meglio francese, negli ultimi giorni la guida italiana sta accumulando troppi errori. Ieri, ha indicato una deviazione per raggiungere la chiesetta di Santa Maria di Eunate, un paese dopo rispetto a quello effettivo. Per fortuna che poi il responsabile dell'ostello e' stato cosi' gentile da accompagnarci con la macchina. Oggi ha evidenziato la possibilita' di arrivare al paese di Estella ( fine tappa odierna secondo la guida) e godersi un bagno nel fiume. Peccato che il fiume di colore verde intenso e' costeggiato da fabbriche, e centrali elettriche non proprio rassicuranti. E cos¡ oggi, abbiamo deciso di concederci uno sforzo in piu', uscire da Estella, andare oltre Irache e salire nel Monastero dove poco prima una fonte offre ai pellegrini un bicchiere di vino.
Arrivati l¡ eravamo convinti di trovare la disponibilita' per delle stanze anche doppie (siamo o no in luna di miele?), ma il custode ci ha detto che non tenevano l'uso di camere per i pellegrini. Ci eravamo affidati ad una guida francese, su segnalazione di una pellegrina.
Bene, il pellegrino comunque non si scoraggia e tira sempre avanti e dopo un altro chilometro eccoci arrivare ad un hotel non proprio pellegrino, ma che goduria avere una stanza tutta per noi (senza russatori che nel cuore della notte ti molestano con un russare devastante), farsi un bagno caldo e ... Per la cronaca, stanotte roberto ha avuto la forza di saltare dal letto a castello, e senza occhiali, afferrare una coperta dal cumolo e assestarla sotto il materasso... il pellegrino ha smesso di russare, tutti hanno ripreso sonno e stamani una pellegrina ha evocato lodi da eroe.
E adesso, considerata la notte passata, volendoci godere il nostro lettone, chiudiamo e auguriamo a tutti una buona notte.
Avevamo da smaltire gli avanzi della cena e cos¡ la colazione stamani è' durata piu' del previsto perche' oltre allo yougurt, le fette biscottate con la marmellata,e via dicendo, avevamo da "cunsare" i panini per il pranzo con il formaggio e i pimentos (peperoni) rimasti.
Oggi, abbiamo seguito un percorso controcorrente rispetto al gruppo dei pellegrini e a quanto indicato nella guida di Terre di Mezzo. A proposito, per chi dovesse partire consigliamo una guida spagnola o meglio francese, negli ultimi giorni la guida italiana sta accumulando troppi errori. Ieri, ha indicato una deviazione per raggiungere la chiesetta di Santa Maria di Eunate, un paese dopo rispetto a quello effettivo. Per fortuna che poi il responsabile dell'ostello e' stato cosi' gentile da accompagnarci con la macchina. Oggi ha evidenziato la possibilita' di arrivare al paese di Estella ( fine tappa odierna secondo la guida) e godersi un bagno nel fiume. Peccato che il fiume di colore verde intenso e' costeggiato da fabbriche, e centrali elettriche non proprio rassicuranti. E cos¡ oggi, abbiamo deciso di concederci uno sforzo in piu', uscire da Estella, andare oltre Irache e salire nel Monastero dove poco prima una fonte offre ai pellegrini un bicchiere di vino.
Arrivati l¡ eravamo convinti di trovare la disponibilita' per delle stanze anche doppie (siamo o no in luna di miele?), ma il custode ci ha detto che non tenevano l'uso di camere per i pellegrini. Ci eravamo affidati ad una guida francese, su segnalazione di una pellegrina.
Bene, il pellegrino comunque non si scoraggia e tira sempre avanti e dopo un altro chilometro eccoci arrivare ad un hotel non proprio pellegrino, ma che goduria avere una stanza tutta per noi (senza russatori che nel cuore della notte ti molestano con un russare devastante), farsi un bagno caldo e ... Per la cronaca, stanotte roberto ha avuto la forza di saltare dal letto a castello, e senza occhiali, afferrare una coperta dal cumolo e assestarla sotto il materasso... il pellegrino ha smesso di russare, tutti hanno ripreso sonno e stamani una pellegrina ha evocato lodi da eroe.
E adesso, considerata la notte passata, volendoci godere il nostro lettone, chiudiamo e auguriamo a tutti una buona notte.
venerdì 29 maggio 2009
4 - Puente de la Reina
Pamplona- Puente de la Reina, 23 km partenza ore 7.30 arrivo 16.45
Oggi il caldo, tanto, e l'aria ferma sono stati i protagonisti. Un bel percorso per uscire dalla splendida Pamplona e poi una salita in crescendo di 450m per scollinare giu nell'altro versante. In mezzo il monumento ai pellegrini ( 8 sillhuette di pellegrini sul crinale) e la visuale di tutta la strada fino ad adesso fatta e quella che verra'.
Credo che quest'annoil caldo sara' tanto, quindi i 200km circa di praticamente deserto che ci attendono a meta' percorso ci mettono gia' i brividi.
Oggi ci abbiamo messo un po' perche' dopo esserci separati, michi ha smarrito la strada e cos¡ il percorso e' risultato piu' lungo.
Durante il cammino le riflessioni che si fanno sono tante, gli incontri sempre molto stimolanti e' la sensazione nonostante appunto il caldo e lo zaino sulle spalle e' quella leggera di sorvolare sulla terra che si tocca.
A proposito di zaino, molti ieri a Pamplona lo hanno alleggerito, facendosi spedire a Santiago qualche chilo, noi invece temerari lo abbiamo appensatito ulteriormente. Ai 16 kg credo che se ne siano aggiunti altri due (quando qui la maggior parte vuole stare entro i 10kg) tra sacco a pelo che a Roberto mancava ( e l'altra sera se n'e' sentita la necessita' e poi qualche occorrente per la colazione. Visto che qui gli ostelli dei pellegrini sono certe volte delle strutture di lusso, ci sembrava un peccato non utilizzare la cucina.
A Pamplona non si puo' immaginare se non lo si vede cosa e' l'ostello del pellegrino. Ricavato da una chiesa, le due navate laterali sono diventati tre piani con due dedicati ai letti (obligatoriamente a castello) tutti in legno con panche, attacco luce e presa, e nell'ultimo piano una cucina e una sala soggiorno e poi, giardino, lavatrici e asciugatoi, punto internet, docce sempre con l'acqua calda: uno spettacolo.
Ci eravamo detti di cercarci un posto piu' tranquillo per noi due, ma quando lo abbiamo visto non siamo riusciti a rinunciarci. E pensare che il tutto costa 5€ a persona. Verrebbe da dire che per viaggiare si dovrebbe fare sempre il pellegrino.
Il costo maggiore lo si affronta per mangiare, ma dipende dai posti. Le offerte non mancano, ce ne sono in abbondanza per quasi tutto il percorso, ma a volte si puo' cadere in qualche alimentare o ristorante che gonfia un po' le cifre. La cosa migliore e' scegliere bene se andare nei ristoranti che offrono il menu' del pellegrino. Il prezzo sembra anche invitante: 9€ o 12€ per un pasto completo. Ma quando il menu' e' imposto (carne, pasta scotta, come anche gli orari, intorno alle 18.30 o 19) e l'impressione e' quella di dare da mangiare con poca volonta' (come si puo' offrire per anni lo stesso menu'? i piatti sembrano portare con se' la fatica di questi anni) allora meglio un alternativa diversa: un bar, la cucina dell'ostello.
E stasera la scelta e' andata alla cucina dell'ostello. Piccola, solo 4 fuochi e in uno spazio ristretto, ma come non sembra riuscirci in molte case condivise da studenti, stasera una cinquantina di persona ci hanno mangiato.
Noi abbiamo preso il comando quando il turno delle 18.30 - 19 si e' esaurito (soprattutto francesi). Arrivati a Puerte de la reina, ci siamo organizzati tra italiani (ma si sono aggiunti volentieri poi in un numero sempre crescente, brasiliani, spagnoli, polacchi, francesi per arrivare ad un numero di circa 18 persone) e abbiamo fatto una bella spesa. Il menu' e la cucina supervisionata da Roberto e' stato: 1- antipasto di olive, peperoni, 2-pasta con firrielli (i peperoni che qui vanno alla grande) con cipolle fresche e patate), 3_ insalata, formaggi e salame, 4- anguria. Un successone, con applausi finali. Bella questa atmosfera di grande convivialita', disponbilita', condivisione, un regalo raro.
Oggi il caldo, tanto, e l'aria ferma sono stati i protagonisti. Un bel percorso per uscire dalla splendida Pamplona e poi una salita in crescendo di 450m per scollinare giu nell'altro versante. In mezzo il monumento ai pellegrini ( 8 sillhuette di pellegrini sul crinale) e la visuale di tutta la strada fino ad adesso fatta e quella che verra'.
Credo che quest'annoil caldo sara' tanto, quindi i 200km circa di praticamente deserto che ci attendono a meta' percorso ci mettono gia' i brividi.
Oggi ci abbiamo messo un po' perche' dopo esserci separati, michi ha smarrito la strada e cos¡ il percorso e' risultato piu' lungo.
Durante il cammino le riflessioni che si fanno sono tante, gli incontri sempre molto stimolanti e' la sensazione nonostante appunto il caldo e lo zaino sulle spalle e' quella leggera di sorvolare sulla terra che si tocca.
A proposito di zaino, molti ieri a Pamplona lo hanno alleggerito, facendosi spedire a Santiago qualche chilo, noi invece temerari lo abbiamo appensatito ulteriormente. Ai 16 kg credo che se ne siano aggiunti altri due (quando qui la maggior parte vuole stare entro i 10kg) tra sacco a pelo che a Roberto mancava ( e l'altra sera se n'e' sentita la necessita' e poi qualche occorrente per la colazione. Visto che qui gli ostelli dei pellegrini sono certe volte delle strutture di lusso, ci sembrava un peccato non utilizzare la cucina.
A Pamplona non si puo' immaginare se non lo si vede cosa e' l'ostello del pellegrino. Ricavato da una chiesa, le due navate laterali sono diventati tre piani con due dedicati ai letti (obligatoriamente a castello) tutti in legno con panche, attacco luce e presa, e nell'ultimo piano una cucina e una sala soggiorno e poi, giardino, lavatrici e asciugatoi, punto internet, docce sempre con l'acqua calda: uno spettacolo.
Ci eravamo detti di cercarci un posto piu' tranquillo per noi due, ma quando lo abbiamo visto non siamo riusciti a rinunciarci. E pensare che il tutto costa 5€ a persona. Verrebbe da dire che per viaggiare si dovrebbe fare sempre il pellegrino.
Il costo maggiore lo si affronta per mangiare, ma dipende dai posti. Le offerte non mancano, ce ne sono in abbondanza per quasi tutto il percorso, ma a volte si puo' cadere in qualche alimentare o ristorante che gonfia un po' le cifre. La cosa migliore e' scegliere bene se andare nei ristoranti che offrono il menu' del pellegrino. Il prezzo sembra anche invitante: 9€ o 12€ per un pasto completo. Ma quando il menu' e' imposto (carne, pasta scotta, come anche gli orari, intorno alle 18.30 o 19) e l'impressione e' quella di dare da mangiare con poca volonta' (come si puo' offrire per anni lo stesso menu'? i piatti sembrano portare con se' la fatica di questi anni) allora meglio un alternativa diversa: un bar, la cucina dell'ostello.
E stasera la scelta e' andata alla cucina dell'ostello. Piccola, solo 4 fuochi e in uno spazio ristretto, ma come non sembra riuscirci in molte case condivise da studenti, stasera una cinquantina di persona ci hanno mangiato.
Noi abbiamo preso il comando quando il turno delle 18.30 - 19 si e' esaurito (soprattutto francesi). Arrivati a Puerte de la reina, ci siamo organizzati tra italiani (ma si sono aggiunti volentieri poi in un numero sempre crescente, brasiliani, spagnoli, polacchi, francesi per arrivare ad un numero di circa 18 persone) e abbiamo fatto una bella spesa. Il menu' e la cucina supervisionata da Roberto e' stato: 1- antipasto di olive, peperoni, 2-pasta con firrielli (i peperoni che qui vanno alla grande) con cipolle fresche e patate), 3_ insalata, formaggi e salame, 4- anguria. Un successone, con applausi finali. Bella questa atmosfera di grande convivialita', disponbilita', condivisione, un regalo raro.
giovedì 28 maggio 2009
3 -Pamplona
Larrasoana- Pamplona 8.00 am - 14 pm
La tappa forse tra le più corte del cammino, 15 km, ma essendo il terzo giorno dove normalmente affiorano i dolori e qualche irritazione, ce la siamo fatti con calma.
Come consuetudine siamo partiti con molta calma. Diciamo che non eravamo gli ultimi, ma quasi.
Comunque, rispetto ad altri che marciano come facessero in un trekking del CAI, noi ci concediamo tante soste lungo il tragitto, per ammirare uno scorcio ed in caso fotografarlo (neanche oggi nessuna possibilità di collegarsi con l'usb e quindi niente foto, qui i pc sono tutti standardizzati e chiusi nelle scatole di legno), alleggerire le spalle (siamo tra quelli forse con lo zaino più pesante), intrattenerci con i camminatori più lenti e forse anche più interessanti, e fare anche qualche deviazione per ammirare alcuni siti di interesse.
Oggi, ad esempio, stavamo parlando con Daniel, un francese di Aix- En-Provence quando abbiamo deciso di salire sulla collina per vedere una chiesa di cui si faceva accenno nella guida di Terre di Mezzo. Niente di ché, però per noi ha significato alleggerirci di qualche piccolo attrito raccolto nei primi passi della mattina e scoprire che la chiesa e' dedicata a Santo Stefano: la stessa dove ci siamo sposati ad Assisi. Che meraviglia poi intrattenersi con una suora tanto gentile e disponibile da donarci anche le beati duini del pellegrino (nella serata tento di trascriverle nel blog).
Si, gli incontri durante il percorso non mancano e si scoprono anche più interessanti del previsto. Come quello di ieri sera al ristorante di Larrasoana. Eravamo andati a curiosare al ristorante ed in caso prenotare visto che insieme ad un altro era il solo in tutto il paese e ci siamo dovuti fermare obbligatoriamente a mangiare. Erano le 19, ma qui gli orari sono imposti. Nel tavolo eravamo in 6. Noi, due francesi forse madre e figlia e poi un'altra coppia di australiani sui 55 anni. Due battute su cosa facevamo e abbiamo scoperto che conoscevano Bill Morrison (per intenderci il padre della Permacultura) e che stanno progettando un co-housing con uno spazio di terra da condividere.
Francese, inglese e a poco a poco acquisiremo anche lo spagnolo così da intensificare gli scambi anche con gli spagnoli. Si anche Roberto parla e riesce a farsi capire anche se può stupire. Naturalmente Michela lo supporta molto. Come ad esempio stamani quando ci stavamo preparando e nella stanza condivisa con due tedeschi mi sono rivolto a loro dicendo che se stavano aspettando il bagno potevano recarsi in quello di sotto perché era libero. Quindi:” if we are attending the boothroom there is an other up stars... “(lasciando stare gli errori di battitura) facendo un mix dal francese e confondendo il sopra con il sotto, chissà cosa hanno pensato volessi da loro visto che li invitavo a “frequentare” il bagno.
Solo una nota dolente: a Larrasoana pare che la gentilezza verso i pellegrini non alberghi sovrana, specie tra i commercianti del luogo, infatti la sera siamo stati quasi cacciati da un bar perché avevamo osato entrare e metterci in piedi davanti la televisore senza consumare , mentre la mattina , alla partenza, per poco il barista non ci linciava perché Roberto aveva lasciato lo zaino nel bar invece di posarlo fuori! Come sempre vale la massima “paese che vai..”. Consigliamo ai futuri pellegrini sul cammino di Santiago di fermarsi a Zubiri (la cittadina prima di Larrasoana) , che è molto più carina e, a quanto ci dicono, anche l’ostello è migliore. Altra alternativa suggeritaci da una coppia di Bolgona è un albergo privato a circa tre chilometri dopo Larasoana. Qualche indicazione si poteva raccogliere pure in cammino, senza farsi scoraggiare da un apparente prospettiva dispendiosa perché a conti fatti il rapporto qualità prezzo con cena e colazione comprese ci ha fatto ravvedere.
La tappa forse tra le più corte del cammino, 15 km, ma essendo il terzo giorno dove normalmente affiorano i dolori e qualche irritazione, ce la siamo fatti con calma.
Come consuetudine siamo partiti con molta calma. Diciamo che non eravamo gli ultimi, ma quasi.
Comunque, rispetto ad altri che marciano come facessero in un trekking del CAI, noi ci concediamo tante soste lungo il tragitto, per ammirare uno scorcio ed in caso fotografarlo (neanche oggi nessuna possibilità di collegarsi con l'usb e quindi niente foto, qui i pc sono tutti standardizzati e chiusi nelle scatole di legno), alleggerire le spalle (siamo tra quelli forse con lo zaino più pesante), intrattenerci con i camminatori più lenti e forse anche più interessanti, e fare anche qualche deviazione per ammirare alcuni siti di interesse.
Oggi, ad esempio, stavamo parlando con Daniel, un francese di Aix- En-Provence quando abbiamo deciso di salire sulla collina per vedere una chiesa di cui si faceva accenno nella guida di Terre di Mezzo. Niente di ché, però per noi ha significato alleggerirci di qualche piccolo attrito raccolto nei primi passi della mattina e scoprire che la chiesa e' dedicata a Santo Stefano: la stessa dove ci siamo sposati ad Assisi. Che meraviglia poi intrattenersi con una suora tanto gentile e disponibile da donarci anche le beati duini del pellegrino (nella serata tento di trascriverle nel blog).
Si, gli incontri durante il percorso non mancano e si scoprono anche più interessanti del previsto. Come quello di ieri sera al ristorante di Larrasoana. Eravamo andati a curiosare al ristorante ed in caso prenotare visto che insieme ad un altro era il solo in tutto il paese e ci siamo dovuti fermare obbligatoriamente a mangiare. Erano le 19, ma qui gli orari sono imposti. Nel tavolo eravamo in 6. Noi, due francesi forse madre e figlia e poi un'altra coppia di australiani sui 55 anni. Due battute su cosa facevamo e abbiamo scoperto che conoscevano Bill Morrison (per intenderci il padre della Permacultura) e che stanno progettando un co-housing con uno spazio di terra da condividere.
Francese, inglese e a poco a poco acquisiremo anche lo spagnolo così da intensificare gli scambi anche con gli spagnoli. Si anche Roberto parla e riesce a farsi capire anche se può stupire. Naturalmente Michela lo supporta molto. Come ad esempio stamani quando ci stavamo preparando e nella stanza condivisa con due tedeschi mi sono rivolto a loro dicendo che se stavano aspettando il bagno potevano recarsi in quello di sotto perché era libero. Quindi:” if we are attending the boothroom there is an other up stars... “(lasciando stare gli errori di battitura) facendo un mix dal francese e confondendo il sopra con il sotto, chissà cosa hanno pensato volessi da loro visto che li invitavo a “frequentare” il bagno.
Solo una nota dolente: a Larrasoana pare che la gentilezza verso i pellegrini non alberghi sovrana, specie tra i commercianti del luogo, infatti la sera siamo stati quasi cacciati da un bar perché avevamo osato entrare e metterci in piedi davanti la televisore senza consumare , mentre la mattina , alla partenza, per poco il barista non ci linciava perché Roberto aveva lasciato lo zaino nel bar invece di posarlo fuori! Come sempre vale la massima “paese che vai..”. Consigliamo ai futuri pellegrini sul cammino di Santiago di fermarsi a Zubiri (la cittadina prima di Larrasoana) , che è molto più carina e, a quanto ci dicono, anche l’ostello è migliore. Altra alternativa suggeritaci da una coppia di Bolgona è un albergo privato a circa tre chilometri dopo Larasoana. Qualche indicazione si poteva raccogliere pure in cammino, senza farsi scoraggiare da un apparente prospettiva dispendiosa perché a conti fatti il rapporto qualità prezzo con cena e colazione comprese ci ha fatto ravvedere.
mercoledì 27 maggio 2009
2- Larrasoana
Fine seconda tappa: Roncisvalle- Larrasoana, per un totale di 27,5 km.
Partenza alle ore 7 (piu' tardi di ieri) e arrivo alle 16.45 (ieri 15.15).
Ragazzi (del cammino di Francesco), a pensare questi orari viene da sorridere, no? Ma la partenza sul presto (e oggi ci e' smebrato di essere gli ultimi pellegrini della sala) e poi il fatto che lungo la strada per adesso non si incontrano luoghi di interesse e forse anche i pochi dislivelli e il sentiero ben tracciato... pero' sta di fatto che si arriva piu' riposati e con tanto tempo ancora a disposizione (anche per accedere ad internet). A proposito di internet: qui ogni ostello ne ha a disposizione almeno un paio e pronti da usare come fossero delle cabine telefoniche ( ma niente ancora USB e cos¡ per inserire delle foto forse dovremmo aspettare domani che arriveremo a Pamplona). Non ci immaginate inseguiti dai tori pero' perche' la fiesta e' per luglio... quindi rimandiamo al prossimo anno.
Tra le profonde riflessioni in cammino c'e' questa importante considerazione: single, maschi e femmine, il cammino e' per voi! Qui, la sensazione e' che si cucchi alla grande. Ce n'e' per tutte i gusti e le eta' e poi questo condividere otlre che il sentiero anche le camerate e i servizi, possono aiutare ogni tipo di "gancio".
I pellegrini arrivano da tutti i Paesi ... a parte l'Europa, troviamo molti brasiliani, giapponesi... e ieri sera alla Cattedrale di Roncisvalle il prete ha pronunciato la benedizione per i pellegrini pure in coreano!
La partenza (senza caffe' e the)e' stata ad una temperatura sicuramente sotto i 10 gradi, poi lungo la strada e' arrivato il sole che ben filtrava dentro una fitta vegetazione e verso la fine del tragitto quando i gradi sono aumentati e il sentiero si e' scoperto, i gradi in piu' hanno facilitato gia' qualche lieve abbronzatura.
Partenza alle ore 7 (piu' tardi di ieri) e arrivo alle 16.45 (ieri 15.15).
Ragazzi (del cammino di Francesco), a pensare questi orari viene da sorridere, no? Ma la partenza sul presto (e oggi ci e' smebrato di essere gli ultimi pellegrini della sala) e poi il fatto che lungo la strada per adesso non si incontrano luoghi di interesse e forse anche i pochi dislivelli e il sentiero ben tracciato... pero' sta di fatto che si arriva piu' riposati e con tanto tempo ancora a disposizione (anche per accedere ad internet). A proposito di internet: qui ogni ostello ne ha a disposizione almeno un paio e pronti da usare come fossero delle cabine telefoniche ( ma niente ancora USB e cos¡ per inserire delle foto forse dovremmo aspettare domani che arriveremo a Pamplona). Non ci immaginate inseguiti dai tori pero' perche' la fiesta e' per luglio... quindi rimandiamo al prossimo anno.
Tra le profonde riflessioni in cammino c'e' questa importante considerazione: single, maschi e femmine, il cammino e' per voi! Qui, la sensazione e' che si cucchi alla grande. Ce n'e' per tutte i gusti e le eta' e poi questo condividere otlre che il sentiero anche le camerate e i servizi, possono aiutare ogni tipo di "gancio".
I pellegrini arrivano da tutti i Paesi ... a parte l'Europa, troviamo molti brasiliani, giapponesi... e ieri sera alla Cattedrale di Roncisvalle il prete ha pronunciato la benedizione per i pellegrini pure in coreano!
La partenza (senza caffe' e the)e' stata ad una temperatura sicuramente sotto i 10 gradi, poi lungo la strada e' arrivato il sole che ben filtrava dentro una fitta vegetazione e verso la fine del tragitto quando i gradi sono aumentati e il sentiero si e' scoperto, i gradi in piu' hanno facilitato gia' qualche lieve abbronzatura.
martedì 26 maggio 2009
1 - Saint Jacques Pied de Port - Roncisvalle
C’è un cammino da fare assieme, una via dello stare assieme che ci completa. Sta già accadendo, siamo qui.
Vorremmo che il nostro matrimonio fosse il luogo dove il nostro essere, la nostra “presenza”, possa fortificarsi e vivificarsi. Non c’è oggi, non c’è domani c’è solo “adesso”.
Inizia il cammino di Santiago di Compostela
Siamo a Roncisvalle! Abbiamo terminato (in tempo record, per noi!) la prima tappa del cammino verso Santiago di Compostela: la piu' difficile, la piu' temuta a detta di tutte le guide e gli incontri fino ad adesso fatti.
Ma per gli sposi pellegrini, oramai rodati sul cammino di Francesco questa e' sembrata "quasi" (giuste le virgolette) una passeggiata. Sara' che l'abitudine ai dolori e alle alzate di buon'ora sono oramai acquisite o sara' che Francesco ci sta guidando.
Comunque, per restare onesti, la giornata di oggi qualche difficolta' l'ha anche presentata. Niente sole, ma nebbia da non vedere oltre i 30 metri, pioggia, e mica uno scroscio e via, ma una bella e fitta pioggerellina dall'inizio alla fine, ed anche il vento, soprattutto nel tratto prima di arrivare al confine spagnolo, da farci gelare le mani e doverci riscaldare con il nostro stesso fiato.
Ma siamo a Roncisvalle nell'ostello della colleggiata in una camerata di 132 posti letto che a scrivere questa cifra impressiona, ma che consegna in realta' un fascino ed una tranquillita' inimmaginabile. Tutti ordinati e silenziosi vicino al proprio letto a castello e diligenti e sorridenti nel dirigersi verso le docce o verso le altre sale.
Lingue da tutto il mondo ed eta' tra le piu' varie anche se noi possiamo considerarci nella fascia dei giovani (incredibile). Infatti, ci hanno collocati nella parte alta dei letti a castello. E sotto di noi dormono degli arzilli settantenni.
Qualcuno dira': "ma come la prima tappa!" "non sono partitti gia' gioved¡ scorso?"
A questo punto dovremmo raccontare della nostra sosta nel fine settimana presso il Plum village o villlaggio dei pruni di Tich Nath Han, vicino Bordeaux. Ma servirebbe una sola giornata per raccontare questa esperienza, e qui la connessione putroppo durera' per soli altri 14'.
Diciamo che un'esperienza in un monastero buddista con monaci provenienti da tutto il mondo ma soprattutto vietnamiti, italiani e francesi ci ha colpiti nel profondo e l'abbiamo sentita un'esperienza che cercavamo entrambi e molto adatta al momento che stiamo vivendo.
Abbiamo meditato insieme alla Sangha seduti nel "tempio" alle 5.30 della mattina, mangiato in "nobile silenzio" secondo gli orari del monastero (12 e 18), meditato in cammino con il maestro TNT, e condiviso in francese ed in inglese (si, pure Roberto!!!) il dharma talks su come "mantenere il sorriso" e ... e poi tanti sorrisi compassionevoli, giochi all'aria aperta sotto alberi giganteschi e scambi dal sapore semplice e sincero.
Un passo verso la "presenza" e il respiro consapevole che speriamo portare nel nostro cammino verso Santiago di Compostela.
Dal confronto nel “dharma talks” con la comunità dei monaci e dei laici che si incontrano a Lower Hamlet: essere cattolico ed essere buddista, entrambi possono dire: “grazie a Dio sono un essere che respira, in me c’è la vita e se resto nella “presenza” posso sentirla”. E allora pensiamo anche ai cinesi con cui abbiamo condiviso la cuccetta da Milano a Parigi mentre sfogliavano il libro di Lao Tse “La via del Tao” che Roberto ha loro mostrato , e rivediamo il loro pollice puntato in alto per dire “Lao Tse è molto ok!”, ovvero: c’è un linguaggio, quello di Dio, che supera qualsiasi barriera linguistica, culturale e per noi occidentali è possibile imparare da Lao Tse e condividere questa esperienza con loro che non parlano una parola di italiano, inglese o francese. E’ bellissimo!
Incredibile come l’amore di Dio si manifesta nelle persone e nelle loro scelte: tutto il mondo è una rete di vita che pulsa, ognuno di noi è un centro di questa rete, e ha un compito da svolgere.
L’incontro con Jacopo e Fabio, due ragazzi che si sono fatti monaci e vivono qui: i silenzi nei nostri dialoghi con loro, la loro voglia di comunicare e allo stesso tempo la fragilità e la delicatezza degli argomenti da trattare..che emozione, che meraviglia!
Vorremmo che il nostro matrimonio fosse il luogo dove il nostro essere, la nostra “presenza”, possa fortificarsi e vivificarsi. Non c’è oggi, non c’è domani c’è solo “adesso”.
Inizia il cammino di Santiago di Compostela
Siamo a Roncisvalle! Abbiamo terminato (in tempo record, per noi!) la prima tappa del cammino verso Santiago di Compostela: la piu' difficile, la piu' temuta a detta di tutte le guide e gli incontri fino ad adesso fatti.
Ma per gli sposi pellegrini, oramai rodati sul cammino di Francesco questa e' sembrata "quasi" (giuste le virgolette) una passeggiata. Sara' che l'abitudine ai dolori e alle alzate di buon'ora sono oramai acquisite o sara' che Francesco ci sta guidando.
Comunque, per restare onesti, la giornata di oggi qualche difficolta' l'ha anche presentata. Niente sole, ma nebbia da non vedere oltre i 30 metri, pioggia, e mica uno scroscio e via, ma una bella e fitta pioggerellina dall'inizio alla fine, ed anche il vento, soprattutto nel tratto prima di arrivare al confine spagnolo, da farci gelare le mani e doverci riscaldare con il nostro stesso fiato.
Ma siamo a Roncisvalle nell'ostello della colleggiata in una camerata di 132 posti letto che a scrivere questa cifra impressiona, ma che consegna in realta' un fascino ed una tranquillita' inimmaginabile. Tutti ordinati e silenziosi vicino al proprio letto a castello e diligenti e sorridenti nel dirigersi verso le docce o verso le altre sale.
Lingue da tutto il mondo ed eta' tra le piu' varie anche se noi possiamo considerarci nella fascia dei giovani (incredibile). Infatti, ci hanno collocati nella parte alta dei letti a castello. E sotto di noi dormono degli arzilli settantenni.
Qualcuno dira': "ma come la prima tappa!" "non sono partitti gia' gioved¡ scorso?"
A questo punto dovremmo raccontare della nostra sosta nel fine settimana presso il Plum village o villlaggio dei pruni di Tich Nath Han, vicino Bordeaux. Ma servirebbe una sola giornata per raccontare questa esperienza, e qui la connessione putroppo durera' per soli altri 14'.
Diciamo che un'esperienza in un monastero buddista con monaci provenienti da tutto il mondo ma soprattutto vietnamiti, italiani e francesi ci ha colpiti nel profondo e l'abbiamo sentita un'esperienza che cercavamo entrambi e molto adatta al momento che stiamo vivendo.
Abbiamo meditato insieme alla Sangha seduti nel "tempio" alle 5.30 della mattina, mangiato in "nobile silenzio" secondo gli orari del monastero (12 e 18), meditato in cammino con il maestro TNT, e condiviso in francese ed in inglese (si, pure Roberto!!!) il dharma talks su come "mantenere il sorriso" e ... e poi tanti sorrisi compassionevoli, giochi all'aria aperta sotto alberi giganteschi e scambi dal sapore semplice e sincero.
Un passo verso la "presenza" e il respiro consapevole che speriamo portare nel nostro cammino verso Santiago di Compostela.
Dal confronto nel “dharma talks” con la comunità dei monaci e dei laici che si incontrano a Lower Hamlet: essere cattolico ed essere buddista, entrambi possono dire: “grazie a Dio sono un essere che respira, in me c’è la vita e se resto nella “presenza” posso sentirla”. E allora pensiamo anche ai cinesi con cui abbiamo condiviso la cuccetta da Milano a Parigi mentre sfogliavano il libro di Lao Tse “La via del Tao” che Roberto ha loro mostrato , e rivediamo il loro pollice puntato in alto per dire “Lao Tse è molto ok!”, ovvero: c’è un linguaggio, quello di Dio, che supera qualsiasi barriera linguistica, culturale e per noi occidentali è possibile imparare da Lao Tse e condividere questa esperienza con loro che non parlano una parola di italiano, inglese o francese. E’ bellissimo!
Incredibile come l’amore di Dio si manifesta nelle persone e nelle loro scelte: tutto il mondo è una rete di vita che pulsa, ognuno di noi è un centro di questa rete, e ha un compito da svolgere.
L’incontro con Jacopo e Fabio, due ragazzi che si sono fatti monaci e vivono qui: i silenzi nei nostri dialoghi con loro, la loro voglia di comunicare e allo stesso tempo la fragilità e la delicatezza degli argomenti da trattare..che emozione, che meraviglia!
Sempre Francesco
Un breve post per accompagnare le foto del cammino di francesco.
Non c'era stato il tempo di farlo prima di partire, ed eccoci cos¡ a Roncisvalle sul cammino verso Santiago di Compostela di nuovo con l'accesso ad internet per correggere questa mancanza.
Godetevi queste foto e naturalmente se vi connettete lasciateci un commento cos¡ sappiamo se c'`qualcuno e ci sforziamo durante il cammino per trovare una connessione.
Non c'era stato il tempo di farlo prima di partire, ed eccoci cos¡ a Roncisvalle sul cammino verso Santiago di Compostela di nuovo con l'accesso ad internet per correggere questa mancanza.
Godetevi queste foto e naturalmente se vi connettete lasciateci un commento cos¡ sappiamo se c'`qualcuno e ci sforziamo durante il cammino per trovare una connessione.
venerdì 8 maggio 2009
Si parte
Fra qualche ora si parte per il pellegrinaggio.
Oggi, venerdì 8 maggio la prima tappa è di trasferiemnto.
Alle ore 12.35 prendiamo l'Intercity da Reggio Emilia per Arezzo, cambio con il regionale fino a Bibbiena e poi con un pullman raggiungiamo La Verna.
Si dorme, si riposa, dopo le corse per concludere le ultime, tante, cose prima di partire e poi inizia il cammino... serve, necessità, lo vogliamo.
La Nilde ci ha portato oggi in dono un albero di ulivo, un segno di pace e di buon auspicio.
Ci vediamo ad Assisi.
Un bacio a tutti
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